Il dente del giudizio va estratto a prescindere? Se ti è mai capitato di porti questa domanda, sappi che la risposta non è così scontata come potrebbe essere. Vediamo insieme quali sono i consigli dei Centri Dentistici D’Andrea e, soprattutto, quali sono i casi in cui è necessario procedere con l’estrazione del dente del giudizio.
Che cos’è il dente del giudizio?
Partiamo dal principio: cos’è il dente del giudizio? Il dente del giudizio, chiamato anche terzo molare, è l’ultimo dente permanente a comparire nell’arcata dentaria. Generalmente erompe tra la tarda adolescenza e la prima età adulta, anche se i tempi possono variare da persona a persona.
Si possono avere fino a quattro denti del giudizio:
- Due superiori.
- Due inferiori.
Non sempre, però, questi denti riescono a raggiungere una posizione corretta. Quando lo spazio disponibile non è sufficiente oppure il dente è orientato in modo anomalo, può rimanere parzialmente o completamente incluso, cioè non erompere normalmente in bocca. È proprio in queste circostanze che possono comparire alcuni dei problemi più frequenti.
Quale funzione svolgono i denti del giudizio?
È noto a tutti che l’evoluzione naturale della specie, in base al suo processo selettivo ha subito delle trasformazioni finalizzate al miglioramento della qualità della vita e al mantenimento di questa stessa. I denti del giudizio avevano una funzione importantissima per gli uomini primitivi: servivano per masticare cibi duri. Nel corso dei secoli sono cambiati un bel po’ di fattori: gli esseri umani non vanno più a caccia e si nutrono con una più larga e vasta gamma di alimenti, quindi i denti del giudizio non sono più utili e funzionali per la masticazione. È questa la ragione principale per cui nelle nuove generazioni spesso possono mancare.
Dente del giudizio incluso e semi-incluso: cosa significa?
La posizione di un dente del giudizio dipende sempre da come si è sviluppato e può variare da persona a persona. Quando il dente è completamente visibile, in una posizione stabile che non influisce sulla masticazione o sui denti vicini, in genere non è necessario procedere con l’estrazione.
Si parla di dente del giudizio semi-incluso quando solo una parte del dente è visibile e una porzione rimane ancora coperta dalla gengiva: questa condizione può rendere più difficile la pulizia della zona e favorire l’accumulo di placca e batteri, favorendo anche l’infiammazione dei tessuti circostanti.
Il dente del giudizio incluso, invece, è un dente che rimane completamente all’interno dell’osso o della gengiva e non diventa visibile in bocca. Può presentarsi in diverse inclinazioni e avere rapporti differenti con il dente vicino e con le strutture anatomiche circostanti.
Che sia incluso o semi-incluso, tuttavia, non significa che il dente del giudizio debba essere necessariamente rimosso: come abbiamo anticipato, dipende tutto dalla sua posizione, dalle condizioni del dente e dei tessuti circostanti, dalla presenza di eventuali patologie e dal quadro clinico e radiografico complessivo.
Quando il dente del giudizio può dare problemi?
I disturbi più frequenti possono comparire quando il dente del giudizio non ha spazio sufficiente, erompe solo parzialmente o si trova in una posizione che rende difficile mantenere pulita la zona circostante della bocca. Alcune delle problematiche maggiori includono:
- Fastidio nella parte posteriore della bocca.
- Gengiva gonfia o arrossata in prossimità del dente del giudizio.
- Comparsa di Pericoronite, cioè l’infiammazione dei tessuti che circondano un dente semi-incluso.
- Difficoltà ad aprire la bocca.
- Fastidio e difficoltà durante la masticazione.
- Carie del dente del giudizio che possono interessare anche il secondo molare.
- Problemi a carico del secondo molare.
- Infezioni o ascessi dentali.
Un dente del giudizio semi-incluso, per esempio, può essere più difficile da detergere e può favorire l’accumulo di placca e l’infiammazione della gengiva.
Quando bisogna togliere il dente del giudizio?
Non esiste un’unica regola valida per tutti. L’estrazione del dente del giudizio può essere necessaria quando il dente è responsabile di una patologia o quando la sua posizione determina un rischio concreto di problemi a carico del dente stesso o dei denti vicine. Alcuni dei casi per i quali, solitamente, si valuta l’estrazione sono:
- Carie non trattabile del dente del giudizio.
- Infezioni o ascessi dentali.
- Episodi ricorrenti di pericoronite.
- Danni o patologie a carico del dente vicino.
- Riassorbimento della radice del dente adiacente.
- Cisti o altre patologie associate.
- Una posizione del dente che rende impossibile mantenerlo in condizioni di salute.
In altre parole, quando la posizione o le condizioni del dente del giudizio possono favorire complicazioni, l’odontoiatra può indicare l’estrazione come soluzione più appropriata.
In conclusione: il dente del giudizio va sempre tolto?
No. Il dente del giudizio può rimanere tranquillamente al suo posto quando è sano, funzionale e può essere controllato correttamente. Quando invece provoca problemi o presenta caratteristiche che rendono rendono necessario un intervento, l’estrazione può essere la soluzione più appropriata.
Soprattutto nel caso dei denti del giudizio inferiori, è importante considerare con attenzione la posizione delle radici e il rapporto con il nervo alveolare inferiore.
Per questo non è il semplice fatto di avere un dente del giudizio a stabilire se debba essere estratto: una visita dentistica, gli esami diagnostici e l’analisi della situazione individuale sono indispensabili per valutare al meglio la situazione.
Dente del giudizio: quando rivolgersi al dentista?
È opportuno chiedere una visita odontoiatrica quando sono presenti sintomatologie da non ignorare, tra cui:
- Fastidio nella parte posteriore della bocca;
- Gengiva gonfia o dolorante.
- Difficoltà ad aprire la bocca.
- Dolore durante la masticazione.
- Episodi ripetuti di infiammazione.
- Cattivo sapore o secrezioni nella zona del dente.
- Gonfiore del viso.
- Un dente del giudizio che sta erompendo solo parzialmente.
Ai Centri Dentistici D’Andrea, con sede a Messina e Milazzo, ci occupiamo della gestione dei denti del giudizio, anche nei casi in cui la loro posizione richieda un’attenzione particolare. Attraverso gli esami diagnostici più adatti, possiamo analizzare la posizione del dente e i suoi rapporti con le strutture circostanti, per individuare il percorso più indicato. Hai un dente del giudizio che ti dà fastidio o vuoi semplicemente controllarlo? Prenota la tua visita, insieme valuteremo la situazione e stabiliremo come è opportuno procedere.

